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24/06/2014 paginahome  
La CHEVRON nell’amazzonia ecuadoriana: uno dei peggiori disastri umanitari e ambientali.
Pablo Fajardo, che difende le vittime della contaminazione dell’amazzonia ecuadoriana da parte di Texaco-Chevron, viene eccezionalmente in Europa per chiedere un aiuto internazionale per la sua procedura giudiziaria e per una serie di incontri che pongano le basi per contrastare la violazione dei Diritti Umani commessi dalle multinazionali.

La causa da lui intentata contro la Chevron mira ad ottenere l’indennizzazione delle vittime e la bonifica dei siti contaminati ed è ancora in corso, anche se nella sua fase finale. L’aiuto internazionale permetterebbe di finanziare le cure mediche per le vittime colpite da cancro, mal formazioni e gravi allergie, cure che le vittime non possono affrontare per mancanza di mezzi economici.

I contatti che abbiamo stabilito con le organizzazioni locali, le Ong ambientaliste dei diritti umani, gli esperti del ramo, ci permettono, grazie al sostegno di tutti di, organizzare in Europa delle conferenze informative e contemporaneamente di sollecitare questi differenti attori a venire in Ecuador a costatare i danni del territorio ancora visibili: più di 2.000.000 di kilometri quadrati contaminati, più di 10.000 morti, più di 10.000 persone colpite di gravi malattie. Tra le persone che ci sostengono si annoverano: Alexandra Cousteau, Jean Luc Mèlenchon, Mia Farrow, Dani Glover, Emir Sader, Luis Eduardo Aute insieme ad altre personalità riconosciute sono già venuti in Ecuador nei siti contaminati.

L’intervento della Texaco ha causato l’estinzione di due popolazioni autoctone (Gli Tetetes e gli Sansahuaris), mentre le popolazioni Cofan, Siona e Siecopai sono migrate verso altre zone fuggendo dei territori contaminati e sono al momento a rischio di estinzione.

La contaminazione prodotta dall’attività petrolifera, della Chevron-Texaco nell’Amazzonia ecuadoriana è uno dei peggiori disastri ambientali di questi ultimi 50 anni. Questi danni ambientali conseguenti all’azione irresponsabile e criminale della multinazionale Chevron- Texaco sono circa 3.000 volte superiore a quelli causati dal naufragio dell’Erika in Francia.

UNA BATTAGLIA GIUDIZIARIA SENZA FINE

Il 3 Novembre 1993 gli ecuadoriani dall’Amazzonia intentano una causa collettiva per danni contro la Chevron, presso il Tribunale di New York.
Su domanda della Chevron la lite viene spostata nei Tribunali ecuadoriani.
Il 14 Febbraio 2011 i Tribunali ecuadoriani hanno condannato in primo grado e poi in appello la Chevron a pagare 19.000.000 di dollari. Questa cifra è destinata ad essere investita in un programma di reinserimento dei popoli nativi, nonchè alla bonifica dei siti dove era stato sversato il petrolio non raffinato.

Ma al fine di sfuggire alla sentenza della Corte ecuadoriana, Chevron aveva preventivamente ritirato tutte le attività economiche che intratteneva in Ecuador, rendendosi cosi insolvibile.

Dato che la sentenza della Corte ecuadoriana era però esecutiva in ogni parte del mondo, i ricorrenti cercano ora di farla eseguire nei luoghi in cui la compagnia petrolifera possiede importanti investimenti.

Attualmente sono in corso delle azioni in Canada dove la giustizia locale ha dichiarato la domanda ammissibile, ma in sospeso, sino a che la Chevron Canada non sia riconosciuta proprietà dalla Chevron Corporation Corp. Questa procedura è attualmente in corso presso la Corte Suprema del l’Ontario.

In Argentina purtroppo la Corte Suprema di Giustizia ha cancellato l’embargo sentenziato in due decisioni della Corte Argentina, in seguito a pressioni politiche ed economiche sul governo argentino da parte della Chevron.

In Brasile il processo di omologazione della sentenza è in corso di analisi da parte dalla Corte Suprema di Giustizia Brasiliana.

CONTRO I DANNEGGIATI: INIQUA CONDANNA SULLA BASE DELLA LEGGE RICO, LEGGE ANTIMAFIA ED ANTICORRUZIONE

In seguito alla sentenza ecuadoriana del 2011 la Chevron ha a sua volta istaurato una procedura davanti alla Corte di New York per frode procedurale accusando gli istanti ecuadoriani di estorsione cercando cosi di sbarazzarsi dei verdetti delle Corte ecuadoriane.

Il 4 Marzo 2014 il Giudice Lewis Kaplan del distretto sud della Corte Federale di New York ha respinto il giudicato delle Corti ecuadoriane e condannato i 47 firmatari della causa contro la Chevron in Ecuador in base alla Legge Rico (Racketeer Influenced and Corrup Organizations Act), che si applica abitualmente contro le mafie e il crimine organizzato. La compagnia petroliera appoggiata dal giudice Kaplan assimila le vittime dell’Amazzonia alla mafia,insinuando che si tratta di un’organizzazione criminale che ha per fine l’estorsione a danno della multinazionale.

Le vittime negano categoricamente ogni appartenenza e partecipazione a un processo mafioso e corrotto. Cercano solamente di ritrovare delle terre ed un ambiente sano, che non costituisca per loro un pericolo mortale ed hanno immediatamente presentato appello contro questa sentenza, scioccati di essere assimilati a dei criminali mentre sono loro che soffrono da 50 anni la contaminazione della compagnia petrolifera.

Sempre nel tentativo di sfuggire alla giustizia e di rallentare le procedure, Chevron ha introdotto 3 arbitrati internazionali, tra cui il noto processo Chevron III davanti alla Corte permanente dell’Aja. La terza sentenza è sempre in attesa di pubblicazione. Gli arbitrati internazionali si oppongono ai diritti delle popolazioni colpite e delegittimano la figura stessa dell’arbitrato, nella misura in cui le decisioni oltrepassano il loro limite di competenze ingerendosi nei sistemi giuridici e violando la sovranità degli stati.

IL SOGGIORNO EUROPEO DI PABLO FAJARDO

Pablo Fajardo principale Avvocato delle vittime verrà specificamente a Genova dal 26 al 27 Giugno, accompagnato da un rappresentante delle 30.000 vittime dell’Amazzonia, Oscar Herrera e terrà una conferenza presso il Palazzo Ducale il 26 Giugno.

Ma il suo avvento in Europa è giustificato da una fitta rete di impegni istituzionali.

L’evento principale avrà luogo in Svizzera dove verranno discusse le soluzioni da mettere in atto per vedere riconosciuta la responsabilità delle imprese multinazionale, che con la globalizzazione, tentano di sottrarsi alla giustizia dei singoli paesi.

Nel corso della 26ma sessione dei Diritti Umani a Ginevra avranno luogo delle iniziative sia all’interno che all’esterno della sede ONU, per sostenere gli sforzi per l’adozione di strumenti di contrasto che pongano fine alla violazione dei Diritti Umani commessi dalle multinazionali.

E’ prevista una settimana di mobilitazioni a partire del 23 Giugno 2014.
Fajardo ed Herrera parteciperanno a tutti gli incontri che seguono:

23 Giugno 2014: Sessione del Tribunale permanente dei popoli (TPP) su i crimini internazionali commessi dalle multinazionali Chevron, Shell, Glencore e altre)

24 Giugno 2014: Conferenza sulla violazione dei diritti umani commessi da parte delle multinazionali.

25 Giugno 2014: Manifestazione davanti al palazzo delle Nazioni Unite.
Aggiungiamo l’agenda delle manifestazioni previste che Fajardo e Oscar visiteranno

Per maggiori informazioni visitare:
www.treatymovement.com
www.tni.org
http://www.tni.org/es/


AGENDA DEGLI EVENTI EUROPEI
FRANCIA:

17 Giugno 2014: Conferenza nel Senato.
Per maggiori informazioni: esemble.contre.chevron@gmail.com
petition@aeaeuropa.eu
PAESI BASSI:

18 al 22 Giugno 2014: Università Institute of Social Studies of Erasmus University Rotterdam.

Per maggior informazioni: udapt.holanda@feea.eu Tel: 31 6 40940545

SVIZZERA:

23 al 25 Giugno 2014: Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite Ginevra

Per maggiori informazioni: contact@cetim.ch Tel: 41 78 605 44 04

ITALIA:

26 Giugno 2014: Conferenza presso il Palazzo Ducale di Genova ore 17:45
Per maggiori informazioni: marasarango@gmail.com Cell: 3924621069

30 Giugno 2014: Università la Sapienza di Roma
Per maggiori informazioni: los_andes@hotmail.com : Cell: 327 1470535
I giornalisti interessati possono utilizzare i contatti sopraelencati. La petizione è il manifesto delle vittime sono online: diffondeteli, firmateli e fateli firmare.

www.antichevron.com

Grazie per l’attenzione

Cordialmente

Rete delle organizzazioni Europee di Solidarietà con le Vittime di Chevron-Texaco nell’Amazzonia ecuadoriana UDAPT. www.antichevron.com


Fonte: CARLOS ALCIVAR (carlosunialcivar@gmail.com)
 

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