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14/06/2016 paginahome  
Tassa sul permesso, la Camera: "Governo chiarisca che non si paga più"
Che aspettano i ministeri dell’Interno e dell’Economia a chiarire a tutti che la tassa sui permessi di soggiorno non si paga più? Mentre fanno finta di niente, (non una nota, non una circolare), c’è il rischio che gli immigrati paghino ancora ingiustamente decine o centinaia di euro a testa.

Ora il caso arriva alla Camera, grazie a un’interrogazione ad Angelino Alfano e Pier Carlo Padoan presentata venerdì scorso dal deputato dem Beppe Guerini e firmata anche da colleghi del Pd, di Possibile e di Sinistra Ecologia Libertà.

Guerini conosce bene il tema, e non solo perché prima di arrivare a Montecitorio era un avvocato particolarmente attivo sul fronte dell’immigrazione. Già lo scorso dicembre, mentre si discuteva la legge di Stabilità, aveva chiesto al governo con un ordine del giorno (accolto) di valutare come adeguarsi alla sentenza della Corte di Giustizia Europea, che aveva bocciato la tassa sui permessi.

“Ora che si è espresso anche il Tar, bisogna informare immediatamente le Questure che non possono più pretendere il contributo e tranquillizzare i cittadini stranieri che non devono più versarlo. Qualcuno oggi, nell’incertezza, potrebbe essere spinto comunque a pagare, credendo che altrimenti rischia il permesso di soggiorno” dice Guerini a Stranieriinitalia.it.

Nell’interrogazione si ripercorre tutto l’iter della battaglia legale condotta dall’Inca Cgil contro la tassa, la sentenza della Corte di Giustizia e quella arrivata il 24 maggio dal Tar del Lazio, che “rende inoperante l'esazione del contributo”.

“Nonostante queste chiare e autorevoli pronunce giurisdizionali – denunciano i deputati - risulta agli interroganti che in molti casi e in molti contesti territoriali il contributo in parola continui ad essere normalmente preteso, che nessuna richiesta di rimborso sia stata accolta, e che non siano state diramate istruzioni operative idonee a garantire l'effettivo rispetto delle sentenze pronunciate in sede europea e nazionale”.


Fonte: stranieriinitalia.it
 

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