Associazione USEI Unione di Solidarietà degli Ecuadoriani in Italia 10 anni al vostro servizio
Google Plus
Google+
 
``
 
14/10/2015 paginahome  
Cittadinanza per i figli degli immigrati. Sì della Camera alle nuove regole
Giornata storica (martedì 13 ottobre 2015) per i figli degli immigrati in Italia, quelle "seconde generazioni" considerate ancora ingiustamente straniere. La Camera dei Deputati ha dato stamattina il via libera alla riforma che renderà molto più semplice veloce il loro percorso per prendere la cittadinanza italiana.

Hanno votato a favore il partito Democratico, Area Popolare (Ncd -Udc), Per l'Italia - Centro Democratico, Scelta Civica e Sinistra Ecologia Libertà. Contrari Lega Nord e Forza Italia. Il Movimento 5 Stelle si è astenuto.

Il testo, che unisce i principi dello ius soli temperato e dello ius culturae, ora passa al Senato e solo se lì verrà approvato senza modifiche potrà diventare finalmente legge. Qui di seguito i punti principali.

I bambini nati in Italia saranno italiani per nascita solo se almeno uno dei genitori ha il permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo (cittadini extraue) o il “diritto di soggiorno permanente” (cittadini Ue). Altrimenti, come gli altri bambini non nati in Italia, ma arrivati qui entro i dodici anni,dovranno prima frequentare uno o più cicli scolastici per almeno 5 anni e, se si tratta delle elementari, concluderle positivamente.

Per l’acquisto della cittadinanza servirà una dichiarazione di volontà presentata in Comune da un genitore entro il compimento della maggiore età del figlio, altrimenti questo potrà presentarla tra i 18 e i 20 anni. Sempre tra i 18 e i 20 anni il diretto l'interessato potrà anche rinunciare alla cittadinanza italiana, purché sia possesso di altra cittadinanza.

Diverse le regole per i ragazzi arrivati in Italia entro i 18 anni di età. Potranno diventare italiani dopo sei anni di residenza regolare e dopo aver frequentato e concluso un ciclo scolastico o un percorso di istruzione e formazione professionale. In questo caso, però, non si tratterà di un diritto acquisito, ma di una “concessione”, soggetta quindi a una certa discrezionalità da parte dello Stato.

C’è anche una norma transitoria per chi ha superato i 20 anni, ma intanto ha maturato i requisiti previsti dalla nuova legge. Potranno infatti diventare italiani i nati in Italia o arrivati qui quando avevano meno di dodici anni, se hanno frequentato in Italia per almeno cinque anni uno o più cicli scolastici e hanno risieduto "legalmente e ininterrottamente negli ultimi cinque anni nel territorio nazionale".

Chi rientra nella norma transitoria avrà solo un anno di tempo dall' entrata in vigore della riforma per presentare in Comune la dichiarazione di volontà e diventare italiano. Dovrà poi però aspettare che entro sei mesi il ministero dell’Interno dia il via libera, dopo aver verificato che a suo carico in passato non ci siano stati dinieghi di cittadinanza, espulsioni o allontanamenti per motivi di sicurezza della Repubblica.

EP


Fonte: stranieriinitalia.it
 

Torna alle news della categoria "paginahome"
Torna alla pagina delle news

IN EVIDENZA


 

home page | associazione | i soci | lo statuto | eventi | edicola | visite | guestbook | blog | contattaci | foto

Sito Web di Euweb.it