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24/07/2013 paginahome  
Dichiarazione XVII Seminario Int.le di Quito
Dichiarazione finale del XVII Seminario Internazionale Problemi della Rivoluzione in America Latina “Modernizzazione del capitalismo o rivoluzione sociale?”

A distanza di cinque anni dall’esplosione dell'attuale crisi economica del sistema capitalista, i suoi effetti continuano ad essere presenti nei diversi paesi del pianeta, con maggiore o minore intensità negli uni o negli altri.

Il fatto più evidente di questa situazione, negli ultimi mesi, è la risposta data dai lavoratori, dalla gioventù e dai popoli alle misure economiche portate aventi dai governi e dagli organismi finanziari internazionali con il preteso sforzo di superare la crisi.
Alla borghesia riesce sempre più difficile scaricare la crisi sulle spalle dei lavoratori, perché essi hanno una migliore comprensione che la crisi deve essere pagata da chi l’ha causata.

L’Europa è un vivo esempio della vasta e intensa mobilitazione sociale contro i programmi economici neoliberisti; la classe operaia e la gioventù giocano un ruolo importante in questo processo. Ma non è l'unico luogo del pianeta in cui i governi di turno e le classi dominanti sono l’obiettivo delle proteste: il
Nordafrica, l’Asia e l’America Latina sono anch’essi lo scenario di importanti lotte. In generale, possiamo affermare che il mondo intero è percorso dallo scontento verso lo status quo e che la ricerca del cambiamento incoraggia l'azione dei popoli. .

Nel nostro continente, dopo un periodo di flessione della lotta sociale prodottasi particolarmente nei paesi governati da regimi qualificatisi come "progressisti", assistiamo ad un nuovo risveglio della lotta delle masse lavoratrici che trascende le frontiere nazionali e sospinge alla lotta i popoli fratelli.

Combattono per salari dignitosi, per l’educazione, per la salute, per il pane,per la democrazia, per i diritti politici, in difesa della sovranità, delle risorse naturali, contro la corruzione, infine… combattono per la vita, per libertà!

In queste lotte convergono i popoli dei paesi nei quali la borghesia apertamente neoliberista è ancora al potere, così come di quelli diretti da cosiddetti governi "progressisti." Sia in questi, come in quei governi, al di là delle evidenti differenze esistenti, e che non possiamo perdere di vista,vi sono molti aspetti coincidenti.

Risulta arduo fare differenza, per esempio, tra la “Legge di Sicurezza Cittadina” colombiana e la sua omologa ecuadoriana o con le modifiche al “Codice Integrale Penale” di questo stesso paese che colpiscono la protesta sociale; in poco o in nulla si differenziano le “riforme del lavoro” di evidente contenuto neoliberista applicate in Messico con quelle esistenti in Brasile, oppure le cosiddette “leggi antiterrorismo” che si attuano in Argentina, in Perù, etc.

Tanto i governi "progressisti", quanto quelli neoliberisti, puntano sull'estrattivismo (saccheggio delle risorse naturali) quale via “di sviluppo, progresso e benessere”, ma, come insegna la storia, questa è la strada per il consolidamento della dipendenza straniera, dell’impoverimento dei popoli e dell'irrimediabile devastazione della natura.

Tali governi concordano anche nell’impulso a riforme giuridiche ed istituzionali volte a dinamizzare l'istituzionalità borghese, necessaria ai nuovi processi di accumulazione capitalista, orientate, inoltre, al controllo sociale e alla criminalizzazione delle proteste popolari.

Da concezioni politiche diverse, ma non inconciliabili fra loro, le fazioni borghesi a cospetto di questi governi concorrono ai processi di modernizzazione del capitalismo, attraverso i quali aspirano a determinare maggiori livelli di accumulazione per le oligarchie native e agevolazioni per partecipare al mercato capitalista mondiale.

I cambiamenti che si svolgono in America Latina ed i Caraibi non sono altra cosa dallo sviluppo del capitalismo stesso; in alcuni casi sono un superamento del neoliberismo, ma in nessun modo sono una negazione del sistema imperante, poiché non colpiscono la proprietà privata dei mezzi di produzione, non colpiscono il dominio di banchieri, padroni e proprietari terrieri, non rompono con la dipendenza straniera.

L’aspetto pericolosa di tale processo è che vi sono governi come quello di Rafael Correa in Ecuador, di Dilma Rousseff in Brasile, che agiscono in nome di presunti svolgimenti rivoluzionari, mostrando atteggiamenti antimperialisti e perfino a nome del socialismo. Ve ne sono anche altri che agiscono sotto l'etichetta di regimi nazionali e popolari, come quelli di Cristina Fernandez in Argentina o di Danilo Medina nella Repubblica Dominicana.

I cosiddetti governi progressisti stanno provocando un grave danno alla coscienza dei lavoratori, della gioventù e dei popoli. La notevole azione sociale e materiale e l'abbondante ed efficiente propaganda governativa hanno creato l’apparenza – all’interno dei rispettivi paesi ed a livello internazionale - che si stiano producendo in realtà processi di cambiamento strutturale. Tuttavia la realtà è un'altra: i loro programmi economici e politici non fanno altro che riaffermare le classi dominanti al potere e la dipendenza straniera.

La modernizzazione in atto va a favore dei capitali stranieri, siano essi statunitensi, europei o asiatici, e ciò ha fatto dell'America Latina ed i Caraibi uno scenario di intensa contesa interimperialista nell’ambito economico e in quello politico. Si evidenzia la crescita accelerata nella regione degli investimenti cinesi e la perdita di spazi dell'imperialismo nordamericano, il che non lo rende meno pericoloso per i popoli.

Le organizzazioni partecipanti al XVII Seminario Internazionale Problemi della Rivoluzione in America Latina coincidono sulla necessità di affrontare apertamente e con altrettanta energia i governi neoliberisti e i cosiddetti governi "progressisti", perché gli uni e gli altri rappresentano interessi economici e politici della borghesia e del capitale finanziario imperialista.

Chiamiamo i lavoratori, la gioventù ed i popoli in generale a serrare le file di fronte alle correnti ideologico-politiche pretestuosamente di sinistra, rivoluzionarie o progressiste che manipolano la coscienza e il desiderio di cambiamento esistente nei popoli ed agiscono contro il movimento popolare organizzato e le forze che rappresentano autentiche posizioni di sinistra rivoluzionaria.

Solidarizziamo coi popoli che scelgono la via della lotta per far ascoltare la loro voce e conquistare le loro rivendicazioni; incoraggiamo i popoli – e particolarmente i giovani - della Turchia, del Brasile, del Cile, dell’Egitto che nelle piazze, con iniziativa ed energia, hanno ottenuto significative vittorie.

Siamo vicini al popolo ecuadoriano che affronta un governo demagogico che ricorre alla repressione e alla paura per impedire che lo scontento sociale prenda la forma della lotta aperta e continua. Respingiamo la criminalizzazione della protesta sociale imperante, ed esprimiamo solidarietà con Mery Zamora, Clever Jimenez, i 7 di Cotopaxi, i 12 studenti della scuola Centrale Tecnica e gli oltre 200 dirigenti ed attivisti sociali che affrontano processi penali con l'accusa di “sabotaggio e terrorismo”.

Incoraggiamo il popolo venezuelano che lotta per impedire che la destra e l'imperialismo rovescino il processo politico inaugurato da Hugo Chávez, al tempo stesso che incoraggiamo l'esigenza di adottare misure radicali per portare in avanti il processo.

La nostra stella polare è il socialismo! Lottiamo per un vero processo rivoluzionario, perciò ci appoggiamo sull'unità dei lavoratori, dei contadini, della gioventù, delle donne, dei popoli originari e sulla tradizione libertaria dei popoli latinoamericani.

Indirizziamo le nostre energie contro la dominazione straniera e contro lo sfruttamento delle classi dominanti creole, perché solo mettendo fine alla loro oppressione conquisteremo la libertà. Questo è il nostro impegno.

Quito, 19 luglio 2013

Partito Comunista Rivoluzionario di Argentina
Partito Comunista Rivoluzionario - Brasile
Unione della Gioventù Ribelle - Brasile
Movimento per la Difesa dei Diritti del Popolo - Colombia
Fondazione Scuola di Pace - Colombia
Gioventù Democratica Popolare - Colombia
Collettivo Sindacale e Classista Guillermo Marín - Colombia
Partito Comunista di Colombia (marxista-leninista)
Organizzazione Comunista degli Operai - Stati Uniti
Fronte Democratico Nazionale - Filippine
Lega Internazionale dei Popoli in Lotta - America Latina
Partito Comunista del Messico (marxista-leninista)
Fronte Popolare Rivoluzionario del Messico
Partito Comunista Peruviano (marxista-leninista)
Partito Marxista Leninista del Perù
Blocco Popolare - Perù
Unione di Donne Solidali - Perù
Comitato Nazionale di Riorientamento e Ricostituzione del Sindacato Unico dei
Lavoratori dell'Educazione del Perù
Fronte Democratica Popolare del Perù
Partito Proletario del Perù
Coordinamento Caraibico e Latinoamericano di Porto Ricco
Partito Comunista Marxista Leninista dell'Ecuador
Movimento Popolare Democratico - Ecuador
Gioventù Rivoluzionaria dell'Ecuador
Confederazione Ecuadoriana delle Donne per il Cambiamento
Fronte Ampio - Repubblica Dominicana
Partito Comunista del Lavoro della Repubblica Dominicana
Rete di Garanzie Legali - Repubblica Dominicana
Partito Comunista (bolscevico) di Russia
Partito Comunista (bolscevico) di Ucraina
Movimento Gayones - Venezuela
Corrente dei Giovani Antifascisti ed Antimperialisti - Venezuela
Corrente Sindacale Marxista Leninista - Venezuela
Movimento di Educazione per l'Emancipazione - Venezuela
Movimento di Donne Ana Soto - Venezuela
Partito Comunista Marxista Leninista del Venezuela


Fonte: piattaforma_comunista@lists.riseup.net
 

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