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29/06/2013 paginahome  
Caso Snowden: L’Ecuador ha annunciato che rinuncia alle agevolazioni doganali degli Stati Uniti




Quito- L’Ecuador ha annunciato questo giovedì che rinuncia in modo “irrevocabile” alle agevolazioni doganali (Atpdea, secondo la sigla in inglese), che gli Stati Uniti concededono per compensare la lotta antidroga, e ha avvisato che non accetta pressioni né minacce da parte di nessuno.

“L’Ecuador renuncia in modo unilaterale e irrevocabile a tali agevolazioni doganali. Non solo, l’Ecuador offre agli USA un aiuto economico di 23 milioni di dollari annui, cifra equivalente a quella che ricevevamo per le agevolazioni doganali”, ha detto il segretario ecuadoriano della Comunicazione, Fernando Alvarado, in una dichiarazione alla stampa.

Ha aggiunto che “l’Ecuador non accetta pressioni né minacce da nessuno e non mercanteggia con i principi né li sottomette a interessi mercantili, per quanto questi possano essere importanti”.Il funzionario ha fatto l’annuncio mentre l’ex tecnico della CIA, Edward Snowden, di cui gli Stati Uniti hanno chiesto l’estradizione con l’accusa di spionaggio, si trova nell’aeroporto di Mosca in attesa di una risposta alla richiesta di asilo fatta a Quito.

Questo annuncio arriva inoltre un giorno dopo che la deputata americana per la Florida (sudest degli USA) Ileana Ros-Lehtinen ha dichiarato a “EfE” che appoggia il ritiro delle agevolazioni doganali all’Ecuador e l’attuazione di altre forme di rappresaglia se Quito offre asilo político a Snowden.

La Segretaria Nazionale degli Affari Pubblici dell’Ecuador Betty Tola, che ha accompagnato oggi Alvarado, ha negato nel corso della stessa apparizione che Quito abbia autorizzato qualsiasi documento a favore di Snowden, benché ieri il canale statunitense Univision abbia mostrato un presunto salvacondotto emesso il 22 giugno dal consolato ecuadoriano a Londra.

Alvarado ha sottolineato che l’Ecuador renuncia alle agevolazioni doganali e offre aiuto agli USA “allo scopo di offrire competenza in materia di diritti umani, che contribuisca a evitare attentati all’intimità delle persone, torture, esecuzioni extragiudiziali e altri atti che diffamino l’umanità”.

Secondo Alvarado, l’Ecuador ha ratificato tutti gli strumenti interamericani dei diritti umani e chiede “fraternamente” agli USA di ratificare “almeno” qualcuno di essi, a cominciare dalla Convenzione Interamericana dei Diritti Umani o Patto di San José.

Alvarado ha detto che il Governo ecuadoriano capisce che devono esistere “meccanismi di lotta contro il terrorismo”, ma ha chiarito che non si può ammettere che, con questo intento, “si vìolino i diritti umani e la sovranità dei popoli”.

Il funzionario ha espresso solidarietà al popolo statunitense anche per “lo spionaggio massiccio che ha subito”.

Ha inoltre affermato che “sarebbe stato felice” che con la stessa urgenza con la quale si esige la consegna di Snowden, nel caso in cui entri in territorio ecuadoriano, come richiede una comunicazione dell’ambasciata USA in Ecuador, “si fossero consegnati molti latitanti dalla giustizia ecuadoriana rifugiati negli USA”.

Nel comunicato stampa congiunto, Betty Tola, Segretaria Nazionale degli Affari Pubblici, ha ribadito che il Governo “non ha autorizzato il rilascio di nessun salvacondotto o documento di rifugiato” che permetta a Snowden di trasferirsi in Ecuador.

“Nessun documento in tal senso ha validità, ed è responsabilità esclusiva di chi lo abbia emesso”, ha detto, aggiungendo che la richiesta di asilo “non ha ancora potuto essere esaminata” perché il richiedente non si trova in territorio ecuadoriano, come stabilisce la legge.

Traduzione all'italiano S. Fabri (USEI)

Fonte: larepública.ec
 

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