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17/06/2013 paginahome  
Cittadinanza: dal Governo un primo timido segnale di apertura con alcune misure per semplificare le procedure di riconoscimento della cittadinanza ai neomaggiorenni nati in Italia.
“Cercheremo di agevolare l’iter per l’ottenimento della cittadinanza dando una soluzione a tutti gli errori burocratici. È importante che questi giovani nati e cresciuti in Italia non si vedano negata la cittadinanza per problemi burocratici”. Così il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge ha spiegato le norme sulla cittadinanza preannunciate nell’ultimo Consiglio dei ministri.
In particolare, il comunicato di Palazzo Chigi annuncia una misura per favorire la “semplificazione delle procedure di riconoscimento della cittadinanza del figlio nato in Italia da genitori stranieri al compimento della maggiore età – nei casi previsti dalla legge – in modo da evitare che disfunzioni di natura amministrativa o inadempienze da parte di genitori o di ufficiale di Stato civile possano impedire il conseguimento della cittadinanza stessa”. In particolare verrebbero “sanati” eventuali inadempimenti di natura amministrativa da parte dei genitori – in particolare il possesso del permesso di soggiorno e l’iscrizione anagrafica continuativi dalla nascita alla maggiore età – grazie a certificati scolastici e medici come prova dell’effettiva presenza regolare in Italia. Queste semplificazioni in realtà in parte sono già previste da una circolare del 2007 dove è detto che “l’iscrizione anagrafica tardiva del minore presso un Comune italiano, potrà considerarsi non pregiudizievole ai fini dell’acquisto della cittadinanza italiana, ai sensi dell’articolo 4 comma 2 della legge 91/92, ove vi sia una documentazione atta a dimostrare l’effettiva presenza dello stesso nel nostro Paese nel periodo antecedente la regolarizzazione anagrafica (attestati di vaccinazione, certificati medici in generale etc)” e “se in periodi successivi alla nascita si rilevassero brevi interruzioni nella titolarità del permesso di soggiorno, al fine di favorire la possibilità di dimostrare la permanenza continuativa sul territorio italiano, l’interessato potrà inoltre produrre documentazione integrativa quale certificazione scolastica, medica o altro, che attesti la presenza in Italia”.
Per valutare quali siano nel dettaglio le semplificazioni annunciate non resta che attendere il testo del disegno di legge che sarà approvato in settimana dal Consiglio dei ministri.
(Red.)

Fonte: immigrazioneoggi news
 

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