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13/06/2013 paginahome  
Prima Assemblea Regionale delle Comunità Straniere della Toscana
Dopo più di 20 anni d’immigrazione crediamo che sia giunto il momento. Riteniamo indispensabile ed urgente la costituzione di un Coordinamento stabile fra le esperienze delle Comunità straniere sviluppatesi nella Regione al fine di rendere più efficace l’azione dei singoli organismi nelle rispettive realtà locali e nei confronti degli altri livelli istituzionali .

Da qualche anno sono nati anche in Toscana organismi consultivi quali consulte e consigli degli stranieri, ma crediamo sia giusto e necessario ampliare la nostra rete di collaborazione fra le comunità straniere per poter costruire una rappresentanza reale con peso e credibilità verso le istituzioni locali e regionali

L’avvio di un lavoro in rete che dovrà avere come primo carattere la sua continuità permetterà, inoltre, alle rappresentanze istituzionali degli immigrati di essere, più che in passato, punti di riferimento per le
comunità straniere e in generale per tutte le diverse realtà autorganizzate dei migranti della Toscana.
Si inizia, da questa assemblea, un percorso che porterà alla definizione di un Coordinamento Regionale, che veda il coinvolgimento del maggior numero possibile di situazioni locali. Per questo
Il Coordinamento delle Comunità Straniere in Toscana si dividerà in tre macro aree:

1 1. AREA TOSCANA SETTENTRIONALE (Firenze, Prato, Arezzo, Pistoia)
2 2. AREA TOSCANA COSTIERA (Livorno Pisa, Lucca, Massa )
3 3. AREA TOSCANA MERIDIONALE (Grosseto Siena)

Questa divisione ha lo scopo di creare una maggiore coesione fra di noi. Sappiamo infatti quali sono le
nostre difficoltà ed i problemi logistici nel muoverci nel territorio. Tale suddivisone sarà una modalità per più facile operare. Essa sarà alla base di una discussione, da sviluppare in tutte le realtà, che porterà poi alle indicazioni definitive relative alla composizione, all’articolazione, alle funzioni ed al funzionamento del Coordinamento.

Ogni macro area avrà un coordinatore e questi tre coordinatori saranno i portavoce degli immigrati a livello regionale e potranno chiedere incontri e avranno l'autorevolezza di poter parlare a nome di tutte le comunità presenti nel territorio.

Agli enti locali – Comuni e Province – si richiede con forza che mettano a disposizione del coordinamento gli strumenti, gli spazi, le strutture che sono necessari perché possano esercitare un’attività efficace, in grado di esprimersi - su tutti i temi che riguardano la vita cittadina (dall’ambiente al traffico alle misure di carattere sociale agli interventi culturali all’assetto urbanistico) - nelle assemblee consiliari, nelle commissioni, nelle conferenze che programmano i lavori consiliari e negli altri organismi in cui si articola l’attività istituzionale. Urge, fra l’altro, un impegno specifico relativo all’informazione, con una particolare attenzione alla comunicazione nei confronti delle cittadine e dei cittadini migranti.

Essenziale è che l’ente che promuove la partecipazione dei migranti abbia l’effettiva volontà di renderla
efficace ed incisiva.

Con la presente si individuano, alcune indicazioni di lavoro su cui il Coordinamento deve cominciare a
discutere ed a operare:

•l’attuazione e la verifica della legge regionale sull’immigrazione con l’intento di presentare eventuali
osservazioni e proposte in riunioni con i gruppi consiliari regionale;
•l’organizzazione, a breve, di un’iniziativa con cui denunciare l’insostenibilità dell’attuale situazione
dei rinnovi dei permessi di soggiorno tramite le Poste (per un’accelerazione del processo di
trasferimento delle competenze in materia dalle questure agli enti locali);
•la promozione di un incontro regionale con i Parlamentari della Toscana per sollecitare un loro
impegno al fine di andare urgentemente all’abrogazione della Bossi-Fini, alla legge per il diritto di
voto, alla legge sul diritto di asilo, alla nuova normativa per il conseguimento della cittadinanza
italiana, mai più su di noi senza di noi.

Di seguito diamo alcuni criteri di operatività per il costituente Coordinamento delle Comunità Straniere
della Toscana

La prima Assemblea avrà come scopo quello di creare un primo coordinamento fra le tre macro are
Per questo per ciascuna macro area verrà nominato:

•un coordinatore
•due collaboratori che coadiuvano il coordinatore nelle svolgimento delle sue funzioni
•i coordinatori delle tre macro aree (che potremo definire Ufficio di Presidenza) nominano al loro
interno il Presidente del Coordinamento delle Comunità Straniere della Toscana

L'importanza della nomina dei 3 coordinatori deriva anche dal fatto che essi potranno far parte, ai sensi
dell'art. 17 della Legge regionale sull'immigrazione, del “Comitato per le politiche dell'immigrazione” che è composto, tra gli altri, da tre rappresentanti degli immigrati

Il coordinatore della macro area e i 2 collaboratori verranno nominati dalle comunità straniere presenti
all'assemblea e che hanno sede nello stesso territorio.

Ciascuna comunità, associazione ecc. può partecipare all'assemblea con un numero libero di componenti ma in ogni caso avrà diritto ad un solo voto.

Hanno diritto al voto anche i Presidenti o loro delegati dei Consigli e delle Consulte degli Stranieri della
Toscana

L'Ufficio di Presidenza, così nominato, nella sua prima riunione di insediamento provvederà
all'elaborazione di uno Statuto e di un Regolamento che fissi criteri e modalità del Coordinamento

•sulle finalità
•sulla partecipazione delle comunità straniere
•sulle modalità di nomina
•sulla composizione degli organi e sulle loro funzioni in relazione a ciascuna macro area ed in generale del Coordinamento delle Comunità Straniere della Toscana

È su queste basi e con questo programma operativo che l’Assemblea dà inizio alla fase costituente del
Coordinamento delle comunità straniere operanti a livello regionale.

Il Coordinatore dei Consigli e delle Consulte degli Stranieri in Toscana
Dia Papa Demba


Fonte: januaforum.org
 

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