Associazione USEI Unione di Solidarietà degli Ecuadoriani in Italia / Asociación USEI Unión de Solidaridad de los Ecuatorianos en Italia
Google Plus
Google+
 
21/04/2012 paginahome  
La rivolta dei migranti (comunicato stampa)
«Sono tenuti senza diritti nei paesi di destinazione e sono lasciati a sé stessi dai propri governi, quando non incorrono nello sfruttamento dei trafficanti. Anche se esclusi e sfruttati, però, i migranti sono ben lontani da quegli schiavi silenziosi e passivi che tendiamo a immaginare».

Le violenze sui domestici asiatici nei ricchi paesi del Golfo Persico, il traffico dei centroamericani al confine con gli Stati Uniti, la ghettizzazione dei sans papier in Francia, le aggressioni ai braccianti africani in Italia.

Sono storie che raramente escono dai confini nazionali o trovano spazio nei media e nella letteratura. Queste storie rivelano una evidente contraddizione tra la necessità di lavoratori stranieri nei paesi industrializzati e la possibilità di entrare, vivere e lavorare in modo legale, in modo dignitoso.

Di fronte a una mobilità delle persone sempre più intensa, la scelta di militarizzare i confini e di restringere oltremisura gli ingressi legali finisce per favorire l’irregolarità e i pericoli del viaggio, gli abusi e i fenomeni di razzismo. Tutto ciò avviene spesso nell’impunità e nel silenzio, fino a che i migranti smettono di essere vittime passive e
cominciano a rivendicare diritti.

“La rivolta dei migranti” - edizione italiana che precede quella inglese nel Regno Unito e negli Stati Uniti (Policy Press) – è il racconto del viaggio che Vittorio Longhi compie tra le lotte e le proteste in quattro diverse aree geografiche, affrontando con una prospettiva globale uno dei nodi più scomodi della nostra contemporaneità.

Attraverso gli scioperi, le manifestazioni e i social network, con il sostegno delle Ong e dei sindacati, i migranti riescono a vincere battaglie importanti, a incidere sulle politiche dei governi, a ripristinare il rispetto dei diritti fondamentali. Che si tratti dei cantieri di Dubai, delle campagne californiane, dei ristoranti francesi o delle fabbriche italiane, queste rivendicazioni contribuiscono a ricostituire ovunque quella centralità del lavoro che è stata erosa da anni di deregolamentazione e desindacalizzazione.

In modo spontaneo e non coordinato sembra configurarsi un movimento globale
contro la discriminazione e contro lo sfruttamento, che si collega ad altri nodi della stessa rete e si integra nella stessa moltitudine di Indignati emersa negli ultimi anni, per restituire dignità e futuro alle nuove generazioni.

VITTORIO LONGHI (Catania, 1972), giornalista, da anni segue le tematiche
dell’immigrazione in Italia e nel contesto internazionale. Tiene corsi ai giornalisti
dei paesi in via sviluppo di Africa, Medio Oriente, Asia e America Latina per conto dell’ILO, agenzia delle Nazioni Unite. Attualmente scrive per le edizioni online dei quotidiani The Guardian e la Repubblica, in cui tiene il blog “Lavoro Dignitoso”.

Fonte: duepunti edizioni
 

Torna alle news della categoria "paginahome"
Torna alla pagina delle news

IN EVIDENZA


 

home page | associazione | i soci | lo statuto | eventi | edicola | visite | guestbook | blog | contattaci | foto

Sito Web di Euweb.it