Associazione USEI Unione di Solidarietà degli Ecuadoriani in Italia / Asociación USEI Unión de Solidaridad de los Ecuatorianos en Italia
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02/02/2012 paginahome  
Cancellieri: entro febbraio una norma “che rivoluziona l’intero sistema dei permessi di soggiorno”. Sulla cittadinanza ai minori, uno ius soli temperato.
Un mese di tempo, anche meno, per proporre una norma di riordino dell’intero sistema dei permessi di soggiorno e apportare anche modifiche al contributo di rilascio entrata in vigore lunedì scorso. È quanto ha dichiarato il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, nel corso dell’audizione alla commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati che si è svolta ieri.
“Stiamo mettendo a punto – ha detto il ministro – una norma che, penso, riusciremo a completare nel giro di una o due settimane e che rivoluziona completamente il sistema di rilascio dei permessi di soggiorno”.
Si tratta, ha spiegato il capo del Viminale, di un “riordino complessivo”, di una “semplificazione che porterà dei cambiamenti che poi si rifletteranno anche sull’aspetto economico, una cosa molto ben fatta e ragionata sul tipo di difficoltà che si trovano nel presentare le domande di permesso di soggiorno e della stessa cittadinanza”.
La Cancellieri ha poi spiegato che “abbiamo preferito scegliere la strada della razionalizzazione piuttosto che andare a toccare singoli punti previsti dalla legge e sui quali avremmo potuto avere anche problemi tipo Corte dei conti: è un discorso molto più ampio che alla fine si rifletterà in un beneficio maggiore”.
Il ministro è poi tornato ad affrontare la questione della cittadinanza “un tema sensibile, anche dal punto di vista dell’accelerazione, a normativa invariata, delle fasi temporali del procedimento”. Secondo la titolare dell’Interno, “è una questione di civiltà giuridica. E per questo ho dato impulso alla costituzione di un Gruppo operativo per l’individuazione di misure organizzative che consentano una significativa contrazione dei tempi”.
Le norme attuali, ha ricordato Cancellieri, “prevedono un termine ampio di 730 giorni per la definizione dei procedimenti di naturalizzazione, proprio per la necessità di acquisire le informazioni sulla stabilità della condizione reddituale e la regolarità nell’assolvimento degli obblighi fiscali e, in definitiva, la coincidenza tra l’interesse pubblico e l’interesse del richiedente all’ottenimento della cittadinanza. I tempi sono imputabili oltre che agli adempimenti istruttori, anche all’incremento esponenziale del totale delle istanze presentate nell’ultimo quinquennio”.
Si è passati, infatti, dalle 30.573 nuove istanze del 2006 alle 70.358 del 2010, con un incremento del 130% circa. In altri termini, ha rilevato il ministro, “sono in aumento sia i nuclei familiari interamente composti da immigrati che presentano istanze di cittadinanza e sia i figli delle prime generazioni d’immigrati giunti in Italia che, in questi anni, stanno conseguendo la maggiore età dopo un periodo ininterrotto di permanenza nel nostro Paese”.
Con riguardo al riconoscimento della cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia, il ministro Cancellieri in occasione dell’audizione alla Commissione affari costituzionali del Senato svoltasi il 31 gennaio, aveva assicurato che non vi è alcuna chiusura, né tuttavia un’apertura incondizionata, trattandosi di un orizzonte che muterà la struttura socio-culturale del Paese: la concessione della cittadinanza non potrà avvenire per mero automatismo, ma dovrà essere inserita in un processo di reale integrazione caratterizzato da una serie di fattori, quali la residenza del nucleo familiare in Italia per un certo periodo di tempo e il completamento di una parte degli studi nel nostro Paese.
(Red.)

Fonte: immgrazioneoggi.it
 

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