Associazione USEI Unione di Solidarietà degli Ecuadoriani in Italia / Asociación USEI Unión de Solidaridad de los Ecuatorianos en Italia
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21/10/2010 paginahome  
Immigrati e laureati, la sfida dell'Universidad

Sono passate da poco le 15 di un sabato pomeriggio autunnale e Félix Paguay, ecuadoriano di 30 anni, che sulle spalle porta una borsa a tracolla per il suo portatile, è il primo ad arrivare nell'aula dell'Universidad Técnica Particular de Loja, presso l'Istituto Don Bosco di Sampierdarena. L'aula è piccolissima, ci sono due scrivanie e poche sedie, niente banchi. È stracolma di libri in lingua spagnola, ma in una parete si è trovato lo spazio per appendere la bandiera dell'Ecuador. In realtà lo spazio è irrilevante perché Felix, così come una ventina dei suoi compagni, passano di qui solo per prendere il loro materiale di studio: libri, guide multimediali, sostenere degli esami o pagare semplicemente la rata di iscrizione. Perché questa è l'unica e prima Università latinoamericana a Genova che insegna a distanza.

"A Genova il centro è stato inaugurato nel 2001 da Narcisa Soria, oggi console dell'Ecuador a Milano, con la convinzione che l'educazione a distanza sia l'educazione del futuro, soprattutto per quanto riguarda i migranti - spiega una delle docenti del centro, Augusta Cueva, 29 anni - . I nostri studenti hanno tra i 25 e i 40 anni e tutti sono lavoratori. Nonostante ciò sono ben disposti a impegnare il loro tempo libero per ottenere un titolo di studio". La media degli iscritti è di circa 34 studenti, prevalentemente ecuadoriani ma anche peruviani, boliviani e colombiani. Nell'Università ecuadoriana, gestita dalla Comunità di Missionarie e Missionari Identes, si offrono diversi corsi di laurea: Scienze socio-umanistiche, scienze amministrative, scienze dell'area tecnica e biologica. I titoli di laurea conseguiti completando il corso di studi hanno validità in Italia e nei paesi latinoamericani.

"Aderiamo al sistema Ects (acronimo inglese del Sistema europeo di trasferimento di crediti accademici), che facilita il riconoscimento dei risultati accademici in base ai crediti conseguiti" conclude Cueva. "Di giorno mi occupo di controsoffitti e la sera a casa sono sempre davanti al computer per seguire le lezioni, perché i docenti si trovano in Ecuador - racconta Félix - Certo, non è facile studiare da soli, si deve essere costanti e averne voglia se no è tempo perso". Ma perché si sceglie di seguire una Università in lingua spagnola? Perché l'intenzione è quella di ritornare in patria. Sono pochissimi infatti quelli che richiedono una convalida della laurea in Italia. Al piano inferiore, sempre in un'ala dell'Istituto Don Bosco, ha sede la scuola media superiore Irfeyal, Istituto Radiofonico Fe Y Alegria. Qui gli ispanoparlanti (dopo sei anni come in Ecuador) conseguono un diploma tecnico in scienze commerciali e amministrative. E grazie ad accordi bilaterali, permette l'accesso alle Università dell'America Latina e dell'Italia. L'iscrizione avviene anche con il passaporto e un certificato della scuola fatta precedentemente.

Domenica Canchano

Fonte: reppublica.it
 

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