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15/04/2011 paginahome  
Comunicazioni di assunzione, addio al contratto di soggiorno?
Roma – 15 aprile 2011 – Da oltre tre anni, grazie all’entrata in vigore della Comunicazione Obbligatoria, le imprese che fanno un’assunzione inviano via internet un’unica comunicazione, che poi arriva a tutti gli enti interessati, come Inps, Inail e centro per l’Impiego.

È una forma di semplificazione che ha agevolato molti, ma non tutti. Chi assume un lavoratore extracomunitario è infatti ancora costretto anche a compilare e spedire per raccomandata allo Sportello Unico per l’Immigrazione il modello Q con il “contratto di soggiorno”.

Nel modello Q, firmato da datore e lavoratore, si indicano i dati di entrambi e le condizioni contrattuali, tutte informazioni presenti anche nella comunicazione obbligatoria. In più, il datore dichiara che il lavoratore ha un alloggio e si impegna a rimborsare allo Stato le spese per un eventuale rimpatrio.

Dal 30 aprile entrerà però in vigore un modulo per le comunicazioni obbligatorie (Modello Unilav) con due riquadri aggiuntivi, dedicati proprio all’ alloggio del lavoratore e alle spese di rimpatrio. Nelle istruzioni diffuse dal ministero del Lavoro, si legge che vanno compilati “solo in caso di utilizzo del modello Unilav in sostituzione del Modello Q” e “solo in caso di assunzione di lavoratore extracomunitario”.

Il contratto di soggiorno va in pensione? Solo teoricamente. "Dal nuovo modello sulle comunicazioni obbligatorie sembra evidente che il contratto di soggiorno non è più necessario, ma il ministero dell’Interno non ha ancora diffuso istruzioni a riguardo" fanno notare dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro.

In un breve vademecum della Fondazione Studi, si spiega che "In attesa di una circolare del ministero dell’interno che chiarisca la pluriefficacia del modello Unilav anche nei confronti dello Sportello Unico, permane l'obbligo per il datore di lavoro di trasmettere alla Prefettura-UTG Sportello Unico per l'immigrazione il contratto di soggiorno su modello Q".

Insomma le imprese che assumono un immigrato, fino a contrordine, saranno costrette a mandare due comunicazioni sostanzialmente identiche. Altro che semplificazione.

Elvio Pasca

Fonte: immigrazioneoggi.it
 

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